Silvia Giacomoni
Sullo sguardo di Martini si potrebbero fare anche delle poesie. Ti guardava con una grande intensità e al tempo stesso con grande rispetto, ti prendeva dentro e ti faceva sentire accolto.
Sullo sguardo di Martini si potrebbero fare anche delle poesie. Ti guardava con una grande intensità e al tempo stesso con grande rispetto, ti prendeva dentro e ti faceva sentire accolto.
Il programma apostolico di papa Francesco è il sogno profetico di Martini
Aveva la capacità di suscitare una parola responsabile da parte di tutti […] Un punto forte della sua personalità stava in una capacità di ascolto così attenta e così responsabile che suscitava una qualità di parola proporzionata all’ascolto del maestro.
Voi dovete essere come le sentinelle del mattino, che guardano oltre e vedono arrivare l’aurora
Se devo usare una parola sintetica per dire che cosa è stato Martini per me, è stato un’ispirazione: la sua presenza, la sua parola e tutto quello che ha svolto. Ho sentito un senso di primavera per la vita della Chiesa a Milano attraverso di lui, ma anche per la Chiesa italiana.
Martini si orientava al dialogo, stava sulla frontiera, Ratzinger aveva l’esigenza di ritrovare il terreno solido su cui stare.
Arrivava con la Bibbia in mano, che apriva e poi teneva il dito in mezzo alle pagine che stava leggendo e parlava a braccio … uno stile quasi feriale e allo stesso tempo solenne di rimettere al centro la parola. […] Questo dito tenuto nella Bibbia aperta era una cosa nuova …
Negli anni del terrorismo diede una voce ferma e sicura a una città paralizzata dalla paura che il terrore vincesse sullo Stato e sbigottita dalle tante zone grigie di coloro che non volevano stare né da una parte né dall’altra. La sua voce calma e rassicurante ha avuto la capacità di parlare anche al cuore.
Martini è un’intelligenza aperta, mai conclusiva … è colui che non ha mai definito niente
Non faceva una proposta dottrinale del cristianesimo ma esperienziale, e tutta la sua predicazione
era così. Il modello era la lectio: prendere un passo del Vangelo e capire che cosa ci dice oggi. Non
c’era la necessità di un appello al dogma.